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Anche i muri parlano. Storia e spiegone!

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 La fotografia, apparentemente, documenta semplicemente un muro con vecchi manifesti di una mostra di Banksy . Ma a livello simbolico racconta molto di più. Ecco alcuni livelli concettuali possibili: Il tempo che consuma tutto Il manifesto pubblicizza arte “iconica”, ma è distrutto dal tempo, dalla pioggia, dalla ruggine. L’immagine diventa quindi una riflessione sulla fragilità della cultura contemporanea e sull’impermanenza. L’opera pubblicizzata sopravvive nel mito… mentre il supporto fisico si decompone. Contrasto tra arte e degrado La parola “BANKSY” appare enorme, quasi monumentale, ma sotto c’è ferro arrugginito e carta lacerata. Questo crea una tensione visiva: arte istituzionalizzata contro decadenza urbana reale Ed è molto vicino allo spirito stesso della street art: l’arte nasce nella strada, vive nella strada e si deteriora nella strada. Meta-fotografia concettuale Qui succede qualcosa di interessante: stai fotografando un’immagine che parla di arte ribel...

I libri di fotografia tengono banco. E anche vetrina.

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Lo scatto è ora pratica di massa. I costi sono calati Cresce il “self-publishing”. Il risultato: più 40 per cento. I libri di fotografia tengono banco. E anche vetrina. Sotto le logge del Pavaglione, a Bologna, quelle della nobile libreria Zanichelli, dove Carducci aveva uno studiolo tutto per sé, sono invase da copertine fotografiche. «I libri di fotografia sono bellissimi, attraenti, accattivanti», spiega Romano Montroni, decano dei librai italiani, presidente del Centro per il libro del ministero per i Beni culturali, «e non hanno paura del Kindle…». Ultimi baluardi della carta rilegata. Rifugi della cultura del libro come oggetto materiale. Parlare di boom sarebbe esagerato, si tratta pur sempre di una nicchia che vale l’un per cento della produzione editoriale italiana, una cosa da cinquecento titoli l’anno (i libri di cucina sono il doppio), ma col segno positivo nelle vendite. Un editore di punta del settore, Contrasto, parla addirittura di un 40 per cento in più nell’ultim...

Racconto: Un giorno a Mantova

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Il cielo era velato quando arrivammo a Mantova, e la città sembrava emergere lentamente dall’acqua, quasi sospesa tra realtà e leggenda. Dicono che sia nata da una maga, Manto, e forse è per questo che appena la guardi senti che c’è qualcosa di misterioso nell’aria. Attraversammo il ponte e davanti a noi apparve la skyline della città: torri, cupole e mura riflettevano nei laghi che la circondano, come in uno specchio immobile. Entrando nel centro storico, ci trovammo in Piazza Sordello, ampia e silenziosa, quasi solenne. Il Palazzo Ducale dominava la scena, con le sue stanze infinite e i cortili nascosti. Camminando tra quei muri, sembrava di sentire ancora i passi dei Gonzaga, la famiglia che trasformò Mantova in una delle capitali del Rinascimento. Link alla galleria Più avanti, le strade si fecero strette e accoglienti. Ogni vicolo raccontava qualcosa: una finestra decorata, una piccola bottega, il profumo di cucina che usciva dalle osterie. Mantova non si mostra tutta insiem...

EX. O.P. Mombello, Limbiate.

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Pomeriggio davvero piacevole insieme al meetup di Elena “rompiballeontheroad”: sempre gentile, disponibile e capace di organizzare occasioni aggregative di qualità. Il suo spirito d’iniziativa e la coerenza fanno sì che gli incontri siano momenti autentici di socializzazione e cultura. Il format Meetup si conferma ancora una volta un’ottima forma di promozione e condivisione. L’area e i padiglioni, invece, si presentano in uno stato di forte abbandono: strutture molto deteriorate e un’atmosfera piuttosto pesante. Consiglio di visitarli con un minimo di preparazione in più. Resta comunque un luogo interessante, simile ad altri ex ospedali psichiatrici; nel parco si trova anche una voliera che ricorda molto quella presente al Pini. Link alla Galleria Questa canzone (Sanitarium dei Metallica) e la visita a un ex ospedale psichiatrico si intrecciano in modo quasi naturale, perché parlano entrambe dello stesso tipo di esperienza: la perdita di libertà, la percezione alterata della ...

INPUT - Mostra d'immagine e suoni

AUTORE - Pier Giorgio Rapari alias Peter Parr Photographia nato a Rimini nel Marzo del 1971 cresciuto sulla riviera romagnola, maturato in grafica pubblicitaria a Milano dopo aver prestato il servizio militare, all'età di 21 anni è immigrato in Scozia, ha lavorato e ripreso gli studi , si è diplomato a Edinburgh in Video e Fotografia, Laureandosi poi in Photography Fine Art & Design a Bournemouth&Poole College nel 1998. Dopo diverse mostre a Barcellona, Primavera Fotografica, a Bournemouth, Milano, Torino essendo stato selezionato tra i finalisti di concorsi si è dedicato a esperienze lavorative sia come assistente con vari e importanti Fotografi che Fotografo ed Artista, sia nel campo pubblicitario, redazionale in genere, in particolare arredamento, cataloghi, etc. ha continuato la sua ricerca artistica integrando e confluendo in una partecipazione più sociale ed attiva; iniziando la realtà di Ortista e Volontario presso il Giardino degli Aromi creando nel 2009 Geboing(Gi...